La scelta di cominciare un percorso di comunicazione di “Subbuteo collecting” è al tempo stesso coraggiosa e volutamente pretenziosa. Non esiste un’ortodossia del collezionismo in senso stretto.
Nasce da un processo di contemplazione / interesse / acquisizione istintivo e personale. Ognuno ha un proprio gusto e un’attenzione a determinati aspetti che per altri sono irrilevanti.
Sconfineremmo nella presunzione nel tentativo di tracciare linee guida rigide e univoche.
Il Subbuteo è ed è soprattutto stato un prodotto molto diversificato (squadre, confezioni complete, accessori etc) che abbraccia un lungo periodo di tempo. All’interno di questo calderone, ci interessa soffermarci su un particolare aspetto di questo gioco-hobby: le squadre heavyweight. Volgarmente conosciute come le squadre “a barretta degli anni ‘70”.
Attraverso la presentazione di un metodo e di un approccio che ha guidato negli anni la nostra ricerca, ci interessa stimolare un circuito di informazioni in continua evoluzione (il Subbuteo non finisce mai di sorprendere anche a distanza di decenni), più che creare monolitici manuali. Per arrivare a una più larga diffusione di un collezionismo consapevole. I motivi sono tanti.
Il profilo del collezionista medio è quello di una figura schiva e restia a condividere i propri segreti e informazioni per timore di subire una vasta concorrenza.
Il nostro progetto in questo senso può risultare fastidioso per chi legittimamente preferisce rimanere sottotraccia. Il problema nasce però quando questa scarsezza di punti di riferimento e di condivisione di valide informazioni fa sì che il Subbuteo lasci troppo facilmente campo libero a falsari e improvvisati esperti.
Non ci fermeremo a rinfrescare tutti gli elementi storici di questa produzione che sono già trattati benissimo altrove e che supponiamo essere già ben conosciuti dalla quasi totalità di chi legge.
In questo primo numero tracciamo (con la pretenziosità che avete già notato nelle righe precedenti) i punti utili che costituiscono a nostro avviso il modo più efficace di approcciarsi al collezionismo Subbuteo heavyweight.
La letteratura subbuteistica è vasta e sempre crescente anche sul web. È importantissima per orientarsi e come integrazione. Ma è fondamentale non “inginocchiarsi” davanti agli “oracoli” in modo acritico. Sembra banale, ma la vostra esperienza diretta vale cento volte quello che viene letto. Spesso non si crede ai propri occhi o alla propria memoria perché: “Non sta scritto su Peter Upton”.
Vi sarà utile per scoprire eventuali falsi costruiti in modo “anacronistico” (uno sticker 316 su una scatola degli anni’60 non vi “puzza”?)
Esercitatevi alla critica ma mettetevi il cuore in pace. Attraverso l’esperienza si può solo ridurre ma mai eliminare il rischio di essere “fregati”. Per quanto ci autostimiamo, ogni mattina si alza uno più furbo di noi o semplicemente ci inganniamo / illudiamo da soli.
Informatevi con chi è più esperto di voi e non temete di domandare.
C’è sempre qualcuno che ne sa più di voi anche se sono anni che collezionate
C’è sempre qualcuno che ne sa meno di voi che può darvi un’informazione o un punto di vista nuovo illuminante. O addirittura cogliere qualcosa che voi non avevate mai notato.
L’eccessiva diffidenza tipica del collezionista esperto può far scappare qualche pezzo importante
Fatevi guidare dal vostro istinto quando vi trovate di fronte ad una squadra.
Se a prima vista non vi piace, non lasciatevi condizionare dalle parole altrui. Se qualcosa dentro vi dice invece che quella squadra è “bona”, ascoltate quella vocina interna. In caso di errore, pazienza. Attraverso le scottature capirete meglio che tipo di collezione è per voi prioritaria: più la delusione è forte, più sapete cosa vi emoziona veramente. Magari, non troppe “emozioni” per volta…
O in termini di tempo, o in termini economici: non si scappa.
La ricerca minuziosa dei “diamanti sommersi” porta via moltissimo tempo, ingegno, prove ed errori costosi. L’acquisto di qualità dal gioielliere è garantito e veloce, ma ovviamente dispendioso.
Pretendere da lui la svendita dei propri gioielli è avvilente per entrambi. Di fronte a richieste che ci paiono esose è sufficiente un “no grazie”.
State acquisendo su ebay un sacco di squadre rare a pochi euro?
Le probabilità che siate stati più furbi o fortunati degli altri si riducono. Chiedetevi per quale motivo la massa dei collezionisti non si abbeveri alla stessa fonte e sperate che non sia avvelenata.
Oltre che garantirvi la possibilità di autofinanziarvi una costosa collezione attraverso la cessione / scambio dei pezzi che non vi interessano, il porsi “dall’altra parte della barricata” vi costringerà e abituerà a una maggiore critica di ciò che avete in mano e di conseguenza a comprenderne meglio punti di forza / debolezza e valori. Aver vestito i panni del “ venditore” sarà poi utilissimo quando sarete di nuovo compratori.
Cedere i propri doppioni è anche un ottimo modo per conoscere altri collezionisti. Molto di più di quanto non possiate fare acquisendo e basta.
Last but not least, vi passerà fra le mani un numero maggiore di squadre e farete più velocemente l’occhio all’originalità di un pezzo e alle varie differenze.
Vedere le squadre in mano (anche quelle che non dovete acquisire) vale 10 volte la visione tramite foto. Poi, oltre che guadagnarci in expertise, potreste REALMENTE trovare amici veri (più rari di una intonsa 49 gold).
Abbiamo parlato in generale e quasi niente di Subbuteo? Abbiate pazienza, la prossima volta ci rifaremo.
ACM
– Trovafacile di Vintage Subbuteo »
idea fantastica, grazie!
Comment: massimo – 03. March 2008 @ 1:17 pm
bellissima iniziativa, complimenti!
Comment: hw93 – 04. March 2008 @ 10:47 am
grande idea
Comment: tiberio – 04. January 2010 @ 3:11 pm
Bell’articolo … scritto bene e con indicazioni molto valide. Bravi
Comment: Old School Milano – 16. February 2010 @ 9:18 am